Gli effetti dell’ora solare sul nostro organismo

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  • date: 16 Ottobre 2023
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Ogni anno l’ultimo weekend di ottobre ritorna l’ora solare, che si contrappone all’ora legale e viene utilizzata per tutto l’inverno. Le lancette vengono spostate un’ora indietro, le giornate diventano più corte e fa buio prima. Ma cosa succede al nostro organismo con il cambio d’ora?

Gli effetti sul corpo e sulla mente

Quando cambia l’ora, inevitabilmente cambiano anche gli equilibri nel nostro corpo. Per prima cosa, si manifestano disturbi nel sonno: di sera ci si addormenta con fatica, la mattina ci si sveglia già stanchi e si è assonnati durante tutta la giornata. Dormire poco e male aumenta da un lato la spossatezza e l’affaticamento, dall’altro lato l’appetito. Con il cambio dell’ora, infatti, si potrebbe avere più fame, soprattutto di cibi dolci e grassi.

Un’altra conseguenza del cambio dell’ora sul nostro organismo è l’aumento del cortisolo, l’ormone dello stress, che rende più ansiosi e irritabili e fa diminuire la concentrazione. Con l’arrivo dell’ora solare cala anche la Vitamina D, che viene prodotta naturalmente dal nostro corpo quando ci si espone al sole ed è indispensabile per il benessere delle ossa e del sistema immunitario. Con le giornate più corte e con un’ora in meno di luce si passa meno tempo all’aria aperta e quindi al sole e di conseguenza la vitamina D diminuisce. Altri cambiamenti abbastanza evidenti si manifestano anche a livello psicologico: sbalzi di umore, sensazione di disagio, stati depressivi, confusione mentale caratterizzano il passaggio dall’ora legale a quella solare. Da non sottovalutare è l’emicrania che

Inoltre, secondo molti studi, il cambio d’ora determina un incremento di suicidi maschili e di infarti e ictus del 4%,associato all’aumento dello stress, che colpisce in prevalenza i bambini e le persone anziane. Questi episodi, secondo i ricercatori, sono dovuti a piccoli cambiamenti nei ritmi cronobiologici.

Gli effetti dell’ora solare cambiano da persona a persona e ovviamente possono manifestarsi in alcuni soggetti piuttosto che in altri. Coloro che potrebbero esserne maggiormente colpiti sono le persone più deboli, gli obesi e coloro che soffrono di problemi cardiovascolari e di insonnia. Anche il tempo necessario ad adattarsi al nuovo orario è soggettivo e dipende dalle abitudini lavorative e del sonno che ciascuno ha. Generalmente bastano 2 o 3 giorni per ritrovare il giusto equilibrio.